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I
titoli di stato sono obbligazioni caratterizzate dal
fatto che l’emittente non è una società ma uno Stato,
italiano oppure estero che sia. Conseguentemente sono in genere altamente affidabili
per contro, offrono interessi limitati rispetto alle
obbligazioni tradizionali. Lo Stato ha interesse nel proporli al
pubblico al fine di finanziare il fabbisogno statale a spese del
debito pubblico.
Con la loro emissione lo Stato diviene pertanto debitore nei confronti
dei sottoscrittori dei titoli emessi. Questa tipologia di
obbligazioni può essere a breve, media e lunga scadenza, con o
senza di cedola, in seguito segue una classificazione.
I Buoni Ordinari del
Tesoro, meglio noti come BOT,
sono caratterizzati da una brevissima scadenza, variabile
cioè dai 3 fino ai 12 mesi, per questa caratteristica sono in
pratica considerati simili alla liquidità finanziaria. Peculiarità dei
BOT, è quella di essere obbligazioni zero coupon ovvero
privi di cedola, il vantaggio della loro sottoscrizione è data
dall’interesse che scaturisce dal fatto che vengono emessi a
un prezzo inferiore al nominale, quest’ultimo è invece quello
rimborsato alla scadenza. In altri termini il rendimento è la
differenza del valore nominale uguale a quello di rimborso alla scadenza e il
prezzo di emissione, cioè in cosiddetto disaggio di emissione.
Interessante alternativa ai BOT sono i
conti
deposito.
I Certificati del Tesoro Zero coupon, CTZ, si
differenziano dai BOT per la sola durata, essendo titoli zero
coupon a media
scadenza, ovvero di durata pari a 18 oppure 24 mesi.
I Buoni del Tesoro Pluriennali, noti come BTP, sono
titoli di stato a media o lunga scadenza; la loro durata può
infatti variare dai 3 fino ai 30 anni. Sono caratterizzati
da una cedola semestrale a tasso fisso. Il rimborso del capitale
è naturalmente eseguito alla scadenza.
I Certificati di Credito del Tesoro, meglio conosciuti come CCT,
sono titoli di stato a medio termine, la scadenza infatti varia
dalla sottoscrizione da un minimo di 2 a un massimo di 10 anni.
Alla scadenza viene rimborsato il valore nominale coincidente
con il valore di emissione, per quanto riguarda la cedola,
tipicamente semestrale, assume un tasso variabile legato ai
rendimenti dei BOT a 6 mesi correnti e cresce con la durata del
titolo.
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