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Il
prestito personale è un finanziamento concesso da banche e
finanziarie, non legato ad eventuale attività imprenditoriale e
professionale oppure a uno specifico acquisto di bene e servizio.
In
altri termini, è un prestito per soddisfare acquisti del richiedente a
puro titolo personale, non specificati a priori, diversamente si parla di
prestiti finalizzati. Esempio di un prestito finalizzato è
il finanziamento per l'acquisto di un fissato bene di consumo, come
una TV, in un centro commerciale, quest'ultimo pubblicizza spesso
anche lo stesso finanziamento. Ci si riferisca nel seguito, salvo
esplicita indicazione ai prestiti personali. Il
rimborso del capitale, oltre gli interessi calcolati, in base al
tasso annuo nominale vigente al momento della concessione, TAN,
viene ripagato a mezzo di rate posticipate tipicamente a scadenza
mensile.
Le rate possono essere pagate tramite RID bancario, bollettino
postale oppure cessione di al più il 20 %, cioè un quinto, dello
stipendio. Il
prestito ha un importo variabile tra i 1000 e i 100 mila euro, gli
importi superiori ai 30 mila euro non beneficiano però della
regolamentazione del credito al consumo.
Per quanto riguarda la durata del prestito, la cui crescita
incrementa anche il tasso di interesse debitore, è compresa tra 6
mesi e 20 anni. Ovviamente
la finanziaria concedente il prestito, valuterà come prima aspetto
per la sua concessione l'affidabilità creditizia del richiedente,
attraverso la presenza di un reddito continuo e dimostrabile ma
anche eventualmente utilizzando i dati delle centrali di rischio
creditizio.
Per
la dimostrazione del reddito stabile fanno fede il cedolino dello stipendio
per i dipendenti, il modello unico per gli autonomi, il cedolino
della pensione per i pensionati.
L'insieme delle pratiche suddette, finalizzate cioè alla
valutazione dell'affidabilità nell'onorare il debito, è nota come istruttoria,
questa è soggetta a costi tipicamente a carico del richiedente. Altra
spesa da sostenere, non sempre presente, per la concessione del
prestito oltre all'istruttoria, è quella per la stipula di un
assicurazione contro eventuali insolvenze senza colpa, quale ad
esempio la perdita del posto di lavoro. L'indicatore
che tiene conto oltre del tasso di interesse applicato anche delle
varie spese accessorie è noto come ISC, indicatore sintetico
di costo. Per prestiti superiori ai 30 mila euro si considera
l'indice TAEG, con lo stesso significato dell'ISC.
Per definizione tali indici sono i parametri di riferimento per
confrontare diversi prestiti personali e valutare quello più
conveniente.
Concesso il prestito personale, il mancato pagamento di
un certo numero di rate, tipicamente una soltanto, autorizza
l’emittente a concludere unilateralmente il contratto ovvero
al recupero forzato del debito, delle spese associate e di
eventuali penali. Inoltre in caso di morosità si rischia
l’inserimento come cattivo pagatore nelle liste di rischio
creditizia, segue la difficoltà
futura a ottenere prestiti. E' importante leggere in tal
senso le condizioni contrattuali prima di aderire al finanziamento.
Altra eventualità da considerare, è la volontà del
richiedente nell’estinguere anticipatamente il prestito
rispetto alla scadenza prevista, ciò
è accompagnato spesso da una penale pari al massimo all’1% del
debito residuo.
Per quanto riguarda il prestito finalizzato, l'importo è ovviamente
limitato al costo del bene acquistato e la durata varia tipicamente
da un minimo di 6 a un massimo di 36 mesi. Spesso i prestiti
finalizzati godono di interessanti promozione come il tasso 0,
ove si fa carico degli interessi il venditore, mentre possono
restare a carico del compratore le spese accessorie.
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