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Generalità Condizioni economiche

Il prestito personale è un finanziamento a tasso fisso di una somma di denaro prefissata, concesso da banche o da società finanziarie a privati. Il rimborso del capitale che il richiedente ha avuto in prestito, più gli interessi individuati dal tasso, vengono restituiti all’emittente attraverso rate periodiche e di valore costante. I prestiti personali possono essere richiesti da qualsiasi privato che abbia un reddito dimostrabile, fanno tipicamente fede il cedolino dello stipendio per i dipendenti, il modello Unico per gli autonomi, il cedolino della pensione per i pensionati.

Caratteristica importante dei presiti personali è che non sono finalizzati, ovvero non sono collegati direttamente all’acquisto di uno specifico bene o servizio. Questo fa si che gli attori del finanziamento sono due; l’emittente e il richiedente, manca cioè la figura dell’ intermediario, inoltre mancando il bene su cui eventualmente avvalersi, l’operazione è più rischiosa per l’emittente, mentre è più vantaggiosa per il richiedente per la maggiore libertà di utilizzo del capitale.
A tal riguardo si evidenzia come il prestito personale sia concesso spesso in mancanza di garanzie di ipoteche o pegni su beni del richiedente, tuttavia l’emittente al fine di minimizzare il rischio di insolvenza può richiedere garanzie soprattutto per rapporti prestito/reddito elevati. Tipiche procedure per garantire dal rischio insolvenza sono la cambializzazione delle rate, l’autorizzazione alla stipula della cessione di una parte dello stipendio in caso di insolvenza, la presenza di una terza parte nel ruolo di fideiussore del richiedente. 

Concesso il prestito personale, il mancato pagamento di un certo numero di rate, tipicamente una soltanto, autorizza l’emittente a concludere unilateralmente il contratto ovvero al recupero forzato del debito, delle spese associate e di eventuali penali. Inoltre in caso di morosità si rischia l’inserimento come cattivo pagatore nelle liste condivise degli enti per la tutela del credito, con conseguente difficoltà futura a ottenere prestiti. 

Altra eventualità da considerare, è la volontà del richiedente nell’estinguere anticipatamente il prestito, ciò è accompagnato spesso da una penale pari al più all’1% del debito residuo.

Per quanto riguarda le modalità di pagamento delle rate di ammortamento del prestito queste sono tipicamente tramite addebito su conto corrente, RID, oppure a mezzo bollettino postale. I lavoratori dipendenti, con stipendio continuativo possono scegliere di pagare le rate anche attraverso una trattenuta sullo stipendio che per legge è al più pari alla quinta parte, cioè il 20%, dello stipendio.
 

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