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Generalità Condizioni economiche

I parametri principali di scelta di un prestito personale, oltre naturalmente l'importo, variabile tra i 1000 e i 100 mila euro, e la durata, variabile tra 6 mesi fino a 20 anni, è il tasso di interesse annuo debitore TAN. 
In particolare essendoci spese accessorie, come l'istruttoria, è bene prendere come indice di confronto, l'ISC (o TAEG) in quanto riporta percentualmente il costo complessivo del finanziamento, ossia porta in conto sia il tasso debitore e sia le spese accessorie.

Come solito, la scelta del prestito personale ideale è subordinata al confronto delle diverse offerte presenti sul mercato, prendendo come riferimento fondamentale, fissato l'importo necessario, il TAEG oppure l'ISC. Spesso le promozioni consentono di ottenere un risparmio reale, internet si presta bene a ciò, infatti è possibile ottenere istantaneamente preventivi spesso anche convenienti.

Un problema non raro da verificarsi è il sovraindebitamento, ovvero la possibilità di non riuscire più a fare fronte dei debiti accumulati. Per evitare questa spiacevole situazione è di norma sufficiente affidarsi al buon senso; valutare il reddito attuale e stimare quello futuro, prevedendo un tetto massimo del 30 % per i debiti; dubitare delle offerte troppo vantaggiose, fare riferimento sempre al TAEG e leggere attentamente il contratto, tutto quello non è riportato in esso è nullo.

Qualora non si abbia onorato un debito passato entro i termini previsti, avviene il protesto del richiedente con l' inserimento del nominativo in una lista di cattivi pagatori, questa circostanza tipicamente è sufficiente affinché qualsiasi finanziaria neghi il prestito, a meno che il rimborso del debito non avvenga tramite cessione mensile di un quinto dello stipendio, con assicurazione obbligatoria contro la perdita del posto di lavoro.
In ogni caso è facoltà del richiedente essere cancellato dalle liste di cattivi pagatori dopo un anno dalla regolarizzazione dei pagamenti insoluti, oppure dal termine del relativo finanziamento, come da delibera 8/2004 del Garante della Privacy.
Per esercitare ciò, è necessario chiedere direttamente alla finanziaria che ha negato il prestito, ai sensi dell'art. 7 del DL 196/2003, Testo unico sulla Privacy, la provenienza della segnalazione di insolvenza alla centrale rischi consultata. Quindi chiedere rettifica, con prova della relativa regolarizzazione, a chi ha emesso la segnalazione oppure direttamente alla centrale rischi.
Per importi rimasti insoluti superiori ai 30 mila euro è nota già la centrale di riferimento, ossia la SIA, società interbancaria per l'automazione, qualora la cifra superi i 77 mila euro circa occorre fare riferimento alla centrale rischi presso la Banca d'Italia.

E' bene sapere che secondo la legge i tassi di un prestito che superano il tasso usuraio sono considerati nulli. In tale eventualità è necessario un provvedimento del giudice che accerti la circostanza, e porti il TAEG
al tasso nominale minimo dei Bot annuali emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto.
A tal riguardo un tasso è considerato usuraio quando il tasso medio di finanziamento emesso dalla Banca d'Italia a cadenza trimestrale è superato dal prestito considerato nella misura del 50 %.

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