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Le
offerte pubbliche (OP) possono essere di acquisto (OPA),
di scambio (OPSC), di vendita (OPV) e di
sottoscrizione (OPS).
Attraverso un OPA o una OPSC un soggetto sia esso persona fisica o
giuridica si propone al detentore di azioni per offrirsi di
acquisirne una certa parte ad un prefissato controvalore e entro una
prefissata scadenza. Naturalmente se il controvalore è denaro si
parla di OPA se sono strumenti finanziari si parla di OPSC. Si
tratta di offerte pubbliche che hanno tipicamente il fine di
acquisire il controllo societario agevolando la riorganizzazione dei
gruppi societari attraverso il passaggio di azioni a un soggetto
unico.
Per
quanto riguarda invece le OPS e le OPV rispettivamente una società
o i suoi azionisti offrono ai risparmiatori una certa quota del
capitale sotto forma di strumenti finanziari, per la maggiore azioni
e obbligazioni. Si tratta di offerte pubbliche destinate a
consentire da una parte alle società di raccogliere liquidità per
realizzare i propri investimenti, dall’altra di accrescere il
numero di società e quindi il numero di titoli disponibili in
borsa. Al fine di raggiungere i risparmiatori, le società
collocatrici necessitano di promuovere campagne informative la cui
CONSOB ne autorizza la diffusione, per ovvi motivi di trasparenza.
Il documento che invece riassume le caratteristiche e i rischi del
prodotto è il prospetto informativo, questo, è autorizzato ancora
una volta dalla CONSOB al fine di conseguire una certa minima
chiarezza e completezza ed è consegnato per legge a ciascun
sottoscrittore che intende partecipare all’offerta.
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