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Una prima classificazione delle obbligazioni può essere fatta in base al tipo di interesse a cui sotto soggette, distinguendo tra tasso fisso e variabile. Nel caso di tasso fisso l'interesse e quindi la cedola periodica corrisposta è già definita nel momento in cui il titolo è emesso. Nel caso di tasso variabile, l'interesse è legato alle vicissitudini nel tempo di un indice di mercato prefissato, pertanto il suo ammontare non è calcolabile preventivamente (index-linked). L'indice di variabilità può essere reale, quando esso è collegato al prezzo di un paniere ISTAT di beni e sevizi, monetario, quando è legato al costo del denaro, finanziario, se collegato a titoli azionari, e infine valutario, se legato a una valuta diversa dall'euro.

Seguono le tipologie di obbligazioni in base al loro particolare modo di funzionamento.

Le obbligazioni tradizionali sono caratterizzate da un tasso di interesse, che viene corrisposto periodicamente sulla base del valore nominale o capitale, attraverso le cosiddette cedole, a cadenza trimestrale, semestrale o annuale. Alla scadenza viene corrisposto il valore di rimborso del titolo. Un ulteriore eventuale provento si realizza qualora il valore di rimborso è fissato al di sotto del prezzo di acquisto, ricavandone la differenza.

Le obbligazioni zero coupon sono caratterizzate dal fatto che sono prive di cedole periodiche, pertanto i proventi vengono corrisposti alla scadenza, insieme al valore nominale o capitale, come differenza tra il valore di rimborso e il prezzo di acquisto, ovvero di emissione se acquistate dall'emittente all'atto dell'immissione sul mercato, tale differenza è nota come disaggio di emissione.

Le obbligazioni convertibili danno la possibilità all'investitore, di convertirle in un secondo momento in azioni prefissate. La posizione del creditore cambia pertanto, nei confronti dell’emittente, da creditore a azionista, quindi a fronte di potenziali maggiori proventi si assume un rischio finanziario maggiore. Tipicamente le obbligazioni convertibili, per la presenza dell’opzione suddetta, presentano un interesse di valore inferiore rispetto alle obbligazioni tradizionali.
Una sottocategoria delle obbligazioni convertibili è occupata dalle cosiddette reverse convertible, trattasi di obbligazioni a tasso variabile indicizzate rispetto a un azione prefissata, dove l'opzione di convertibilità tra obbligazione e azioni non è scelta dall'investitore, ma dalle vicissitudini dell'azione a cui l'obbligazione è indicizzata. In effetti, se l'indice è inferiore a un certo valore prefissato il rimborso è obbligazionario altrimenti azionario.

Le obbligazioni reverse floater, sono di tipo a tasso variabile ma inverso, cioè se l'indice di riferimento cresce l'interesse diminuisce e viceversa. In effetti, l'interesse è costituito dalla differenza di due aliquote, una fissa, tipicamente di valore concorrenziale, e di una variabile legata direttamente al prefissato indice di mercato.


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