Informazioni su strumenti e servizi finanziari: investimenti, carte di credito, mutui, prestiti personali


Conto Corrente Online di Fineco, scoprine la convenienza

Generalità Tipologia di obbligazioni Titoli di stato

Le obbligazioni, anche note come bond, sono strumenti finanziari che consentono alle società che le emettono di raccogliere fondi attraverso i risparmiatori. In effetti, per la società emittente la raccolta di capitali così strutturata è normalmente, dal punto di vista economico, più vantaggiosa di quella ottenibile da prestiti bancari. Dall'altra parte, chi acquista obbligazioni diviene un creditore nei confronti della società emittente, la quale si impegna alla restituzione del capitale investito maggiorato di un certo interesse.

Si osservi pertanto la differenza tra azione ed obbligazione, nel primo caso l'investitore è soggetto alle sorti della società emittente, quindi essenzialmente se questa sviluppa utili oppure perdite. Nel secondo caso invece, l'investitore è indipendentemente dalle vicissitudini della società un suo creditore, con diritto di ricevere il capitale investito e gli interessi alle condizioni prestabilite.

Naturalmente, come tutti gli investimenti, anche le obbligazioni, considerate investimenti sicuri, non sono esenti da rischi. In effetti il rischio conseguente alla sottoscrizione di un obbligazione è l'insolvenza dell'emittente, ad esempio in caso di suo fallimento. In questa eventualità nulla è garantito, occorre accontentarsi di quello che si riesce a recuperare dalla società.

L'affidabilità di una società emittente può essere valutata, in prima analisi, da società terze specializzate nel cosiddetto rating, che esprime appunto la capacità di onorare i debiti. Il rating è riassunto da un giudizio, costituito da una sequenza di lettere e talvolta numeri, segni positivi e negativi; minore è il posto occupato dalle lettere nell'alfabeto, maggiore è l'affidabilità presunta. Pertanto la massima affidabilità di una obbligazione corrisponde a un rating "AAA", segue "AA+" oppure "AA1", segue "AA" oppure "AA2", segue AA-" oppure "AA3" e cosi via fino alla minima affidabilità, ossia al massimo rischio di insolvenza, "C-" oppure "C3". Naturalmente, come tutti gli investimenti, l'interesse associato tende a crescere con il rischio, cioè con la diminuzione dell'affidabilità creditizia. Un investimento in obbligazioni sufficientemente prudente ha presumibilmente un rating non inferiore ad "A-" oppure "A3".
Essendo il rating comunque un giudizio, non costituisce un dato assolutamente certo e infallibile, meglio dubitare di obbligazioni con interessi superiori alla media a parità di rating e durata.

La scelta di un obbligazione non può prescindere nel considerare oltre l'affidabilità della società emittente, il tipo e l'entità dell'interesse, la durata e il prezzo di acquisto.
L'interesse, cresce in maniera discorde all'affidabilità,  può essere a tasso fisso oppure variabile, e a seconda del tipo di obbligazione, può essere corrisposto periodicamente attraverso la cosiddetta cedola, trimestralmente, semestralmente, annualmente, oppure in conto capitale alla scadenza.
La durata dell'obbligazione, al cui crescere corrisponde un aumento anche dell'interesse, è in linea di massima variabile tra i 2 e i 10 anni.
Il prezzo di acquisto di un obbligazione tende a variare in base alle condizioni del mercato, ad esempio un aumento dei tassi di interesse corrisponde una diminuzione del valore dell'obbligazione, infatti le obbligazioni sottoscritte nel periodo in cui i tassi sono più alti avranno interessi maggiori, e quindi sono più appetibili, di quelle sottoscritte nel periodo precedente in cui i tassi, per ipotesi, risultano inferiori.
Quindi tra i fattori di rischio, oltre all'affidabilità dell'emittente, c'è anche quello dei tassi di interesse, oltre a quello ovvio della valuta se diversa dall'euro.

Se il titolo obbligazionario è acquistato nel momento di prima immissione sul mercato, coincide con il valore di emissione, spesso inferiore al valore nominale, cioè quanto scritto sul titolo, per motivi concorrenziali e di incentivo alla collocazione. 
Il valore di rimborso è quanto l'emittente verserà a titolo di capitale alla scadenza dell'obbligazione, tipicamente è pari al valore nominale.

Se un’obbligazione viene acquistata all’emissione e tenuta fino alla scadenza i proventi che il possessore realizza sono quelli derivanti dalla riscossione degli interessi e dal disaggio di emissione, cioè la differenza fra valore di rimborso e valore di emissione. Il tutto resta noto già dall'emissione. Diversamente, nel caso in cui il titolo sia stato acquistato dopo l'emissione oppure venduto prima della scadenza, entra in gioco anche la differenza, positiva (plusvalenza) o negativa (minusvalenza), tra i prezzi di vendita e di acquisto (capital gain). 
A titolo di esempio si consideri una obbligazione fittizia, sia ABC123, con le caratteristiche che seguono: rating AA, durata 6 anni, tasso fisso al 4 %, valore nominale 500 euro, valore di emissione 99,2 %. Il prezzo di acquisto risulta essere 500 * 0,992 = 496 euro per singola obbligazione. Ogni anno, fino al 6°, verrà corrisposto il 4% del capitale nominale, pari al numero di obbligazioni acquistate per il valore nominale di ciascuna. Alla scadenza verrà quindi corrisposto il capitale nominale, ovvero il capitale di acquisto incrementato del disaggio, dovuto a un prezzo di acquisto inferiore al valore nominale.


Tutti i proventi, quindi gli interessi, il disaggio di emissione, e le plusvalenze sono soggette all'aliquota fiscale attualmente pari al 12,5 %, ulteriore fonte di uscita sono le commissioni bancarie di compravendita, in linea di massima pari all' 1 % del valore nominale.


© StrumentiFinanziari.com

Il sito ha finalità esclusivamente informative a carattere introduttivo e non ha la pretesa di sostituire un esperto a cui si consiglia di rivolgersi prima di disporre qualsiasi operazioni. Gli autori del sito declinano ogni responsabilità per danni derivanti altrimenti e per errori, omissioni e mancati aggiornamenti delle informazioni contenute.