Informazioni su strumenti e servizi finanziari

Le obbligazioni, anche note come bond, sono strumenti finanziari che consentono alle società che le emettono di raccogliere fondi attraverso i risparmiatori. In effetti, per la società emittente la raccolta di capitali così strutturata è normalmente, dal punto di vista economico, più vantaggiosa di quella ottenibile da prestiti bancari. Dall'altra parte, chi acquista obbligazioni diviene un creditore nei confronti della società emittente, la quale si impegna alla restituzione del capitale investito maggiorato di un certo interesse. Un obbligazione emessa da un società si dice di tipo corporate, governativa se emessa invece da uno stato sovrano.

Si osservi pertanto la differenza tra azione ed obbligazione, nel primo caso l'investitore è soggetto alle sorti della società emittente, quindi essenzialmente se questa sviluppa utili oppure perdite. Nel secondo caso invece, l'investitore è indipendentemente dalle vicissitudini della società un suo creditore, con diritto di ricevere il capitale investito e gli interessi alle condizioni prestabilite.

Naturalmente, come tutti gli investimenti, anche le obbligazioni, considerate investimenti sicuri, non sono esenti da rischi. In effetti il rischio conseguente alla sottoscrizione di un obbligazione è l'insolvenza dell'emittente, ad esempio in caso di suo fallimento. In questa eventualità nulla è garantito, occorre accontentarsi di quello che si riesce a recuperare dalla società. Altro rischio è legato alla variazione dei tassi di mercato, di cui si rimanda appresso.

L'affidabilità di una società emittente può essere valutata, in prima analisi, da società terze specializzate nel cosiddetto rating, che esprime appunto la capacità di onorare i debiti. Il rating è riassunto da un giudizio, costituito da una sequenza di lettere e talvolta numeri, segni positivi e negativi; minore è il posto occupato dalle lettere nell'alfabeto, maggiore è l'affidabilità presunta.  Naturalmente, come tutti gli investimenti, l'interesse associato tende a crescere con il rischio, cioè con la diminuzione dell'affidabilità creditizia. Un investimento in obbligazioni sufficientemente prudente ha presumibilmente un rating non inferiore ad "A-", o equivalente.
Essendo il rating comunque un giudizio, non costituisce un dato assolutamente certo e infallibile, meglio dubitare di obbligazioni con interessi superiori alla media a parità di rating e durata. Altro indicatore che misura l'affidabilità di un emittente è il CDS, Credit Default Swap, un derivato con elemento sottostante il rischio di default dell'emittente medesimo, minore è il suo valore, minore è il rischio di insolvenza.

L'interesse, cresce in maniera discorde all'affidabilità,  può essere a tasso fisso oppure variabile, e a seconda del tipo di obbligazione, può essere corrisposto periodicamente attraverso la cosiddetta cedola, trimestralmente, semestralmente, annualmente, oppure in conto capitale alla scadenza. La durata dell'obbligazione, al cui crescere corrisponde un aumento anche dell'interesse, è in linea di massima variabile tra i 2 e i 10 anni.
Il prezzo di acquisto di un obbligazione tende a variare in base alle condizioni del mercato, ad esempio un aumento dei tassi di interesse corrisponde una diminuzione del valore dell'obbligazione, infatti le obbligazioni sottoscritte nel periodo in cui i tassi sono più alti avranno interessi maggiori, e quindi sono più appetibili, di quelle sottoscritte nel periodo precedente in cui i tassi, per ipotesi, risultano inferiori. Segue che in una prospettiva di un aumento dei tassi ci si orienta verso obbligazioni a tasso variabile oppure a tasso fisso ma di breve durata, viceversa accade in una prospettiva di diminuzione dei tassi. Il parametro che misura la sensibilità un obbligazione con la variazione dei tassi di mercato è la cosiddetta duration, che esprime la media ponderata dalla vita residua dello strumento con il flusso di cedole da corrispondere. Un obbligazione che non prevede cedole ha un duration coincidente con la vita residua del titolo, un obbligazione a tasso variabile ha un duration prossima allo zero, in quanto le cedole si adattano all'eventuale variazione dei tassi di mercato. La formula approssimata che lega la variazione di prezzo alla variazione del tasso di interesse risulta :

P = P0 / ((D · Dr% / 1 + r%) + 1)

Ad esempio un obbligazione a tasso fisso del 4 % con una duration di 3 anni e 50 giorni e prezzo di acquisto pari a 98, se il tasso di mercato passa al 5 %, il prezzo equo di mercato diviene:

P = 98 / (((3 + 50/365)*0,01 / 1 + 0,05) + 1) = 95,16

Tale riduzione entra in gioco solo qualora si venda il titolo prima della scadenza, diversamente verrà corrisposto il prezzo nominale, noto all'atto della sottoscrizione.

Il prezzo di acquisto, se il titolo obbligazionario è acquistato nel momento di prima immissione sul mercato, coincide con il valore di emissione, spesso inferiore al valore nominale, cioè quanto scritto sul titolo, per motivi concorrenziali e di incentivo alla collocazione. 
Il valore di rimborso è quanto l'emittente verserà a titolo di capitale alla scadenza dell'obbligazione, tipicamente è pari al valore nominale.

Se un’obbligazione viene acquistata all’emissione e tenuta fino alla scadenza i proventi che il possessore realizza sono quelli derivanti dalla riscossione degli interessi e dal disaggio di emissione, cioè la differenza fra valore di rimborso e valore di emissione. Il tutto resta noto già dall'emissione, se l'obbligazione è a tasso fisso.
Invece, nel caso in cui il titolo sia stato acquistato dopo l'emissione oppure venduto prima della scadenza, entra in gioco anche la differenza, positiva (plusvalenza) o negativa (minusvalenza), tra i prezzi di vendita e di acquisto (capital gain). Tali prezzi sono, come già detto, influenzati dalle variazioni dei tassi di mercato.

Tutti i proventi, quindi gli interessi, il disaggio di emissione, e le plusvalenze sono soggette all'aliquota fiscale attualmente pari al 12,5 %, ulteriore fonte di uscita sono le commissioni bancarie di compravendita, in linea di massima pari all' 1 % del valore nominale, tale valore si riduce tipicamente allo 0,20 % per ordini eseguiti online.


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