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Un
mutuo si caratterizza intanto per il tipo di tasso, distinguendo
tra tasso fisso, tasso variabile e tasso misto.
Il tasso fisso,
più diffuso, è determinato al momento della stipula del mutuo e non cambia per tutta la
sua durata. Il vantaggio offerto è la protezione nei confronti
degli aumenti dei tassi di interesse, per contro non si beneficia di
riduzione degli stessi. Il tasso ha un valore pari a quello assunto
dall'indice Eurirs nel momento della stipula più lo spread,
ovvero una maggiorazione a favore dell'emittente.
Il tasso variabile è invece ricalcolato periodicamente, in
corrispondenza delle scadenza delle rate, come somma del valore corrente
dell'indice Euribor, oppure Bce, e dello spread applicato
dall'emittente. Esistono delle varianti al tasso variabile, quella a
cap e quella a rata costante. Nel primo caso, per
effetto dell'aumento dei tassi, la rata può raggiungere un valore
massimo prefissato oltre il quale il maggiore debito è tradotto in
un aumento di durata del mutuo. Nel secondo caso, il valore della
rata è fissa cambia però corrispondentemente la durata (in aumento
oppure in diminuzione).
Il mutuo a tasso misto, detto anche
negoziabile, ha la particolarità di concedere al titolare la
possibilità di cambiare il tipo di tasso, fisso oppure variabile,
una o più volte nel corso del finanziamento secondo scadenze
prefissate, ad esempio ogni 2 anni.
Talvolta la banche pubblicizzano un tasso di valore particolarmente
concorrenziale, occorre verificare in tal caso se il suddetto è
solo promozionale, ossia valido per un periodo
limitato, oltre il quale entra in gioco il tasso di regime, quello
effettivo da valutare. Determinato
il tipo di tasso, sulla base dell'importo finanziato, resta da
determinare la durata, elemento che influisce direttamente sul tasso
di interesse. La durata di un mutuo varia tipicamente tra i 10 e i
30 anni, quella minima dipende dal reddito del richiedente, in
quanto tipicamente il debito annuale per il mutuo è al più il 30 %
del reddito. L'erogazione
del danaro oggetto del mutuo al venditore dell'immobile avviene all'atto del rogito
notarile oppure successivamente mediante un prefinanziamento. In tal
caso l'importo finanziato al compratore è
vincolato in un conto temporaneo intestato al venditore, sbloccabile
all'atto della iscrizione dell'ipoteca sull'immobile. Ciò è un
compromesso tra l'emittente e il venditore; infatti l'emittente per
essere maggiormente tutelato ha interesse a iscrivere prima
l'ipoteca per poi versare il denaro al venditore, quest'ultimo
viceversa ha l'interesse opposto, in quanto diversamente si
troverebbe con l'ipoteca su un immobile non ancora venduto. Stipulare
il mutuo perfetto non è semplice, tuttavia una regola basilare da
seguire è confrontare più offerte, a tal riguardo oltre allo
spread che è dell'ordine dell' 1%, occorre valutare l'indice ISC,
che è un tasso riassuntivo del costo complessivo del
finanziamento.
Talvolta l'indice ISC non è comprensivo dell'assicurazione
obbligatoria contro l'incendio oppure lo scoppio, in quanto è
facoltà del cliente sottoscrivere la polizza presso altra
compagnia.
Lo spread e l'indice di costo sintetico, ISC, devono essere
comunicati dagli enti emittenti senza alcun impegno, al fine di
esercitare il confronto tra i mutui.
Tutte le condizioni, economiche e giuridiche, del mutuo considerato
sono comunque riassunti in un modulo uniformato, precontrattuale e
personalizzato al richiedente noto come Esis. Alla stessa banca è
possibile richiedere più moduli Esis, variando durata e tipo di
tasso.
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