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I
fondi comuni di investimento costituiscono dei contenitori
collettivi, meglio noti come portafogli, di titoli diversificati
acquistati tramite i capitali raccolti da una molteplicità di
investitori. Ognuno di questi detiene un numero di quote
proporzionali all'importo versato. In effetti, il numero di quote
detenuto dal singolo investitore corrisponde al rapporto tra
l'importo investito ed il prezzo della singola quota all'atto della
sottoscrizione. Il numero di quote rimane costante, salvo ulteriori
investimenti nel fondo, mentre il valore della singola quota,
noto come NAV, varia ovviamente nel tempo in base al
comportamento nel mercato dei titoli componenti. A differenza delle
azioni, il valore della quota resta determinato una volta al giorno,
e riportato oltre che sulle riviste specializzate anche sui
principali quotidiani nazionali. Il
valore di un fondo a una certa data è pari al numero di quote
posseduto moltiplicato il NAV di quel giorno, V(g) = n_quote * NAV(g).
La performance di un fondo comune di
investimento, talvolta indicato come rendimento, è pari alla
variazione percentuale del NAV nel periodo considerato, normalmente
si fa riferimento all'anno precedente, P(g2-g1)
= 100*(NAV(g2) - NAV(g1))/NAV(g1) Si
precisa che la performance di un fondo, essendo un dato passato, non
è indicatore dei rendimenti futuri, anche se può dare un idea,
insieme ad altre variabili, del trend del fondo. Coloro
che aderiscono a un fondo comune di investimento, auspicano
all'ottenimento di un rendimento finanziario conveniente per la
diversificazione del rischio di investimento; in quanto il capitale
viene a ripartirsi su un pacchetto di strumenti finanziari di
diversa tipologia, ad esempio ma non limitatamente; azioni,
obbligazioni, liquidità. La
gestione di un fondo comune è affidata a società specializzate,
normalmente rami delle principali banche, note come SGR,
società di gestione del risparmio, il cui fine è massimizzare
l'investimento.
I
fondi, se contenenti quote azionarie, ne distribuiscono gli
eventuali dividendi; se questi sono reinvestiti automaticamente nel
fondo si parla di accumulazione, se invece vengono accreditati fuori
dal fondo si parla di distribuzione.
Lo strumento finanziario può essere di tipo aperto oppure chiuso, a
seconda dei vincoli di acquisto oppure vendita delle quote nel
tempo.
In effetti, per i fondi comuni di investimento aperti il
patrimonio è in continua evoluzione in quanto cresce, oltre che per
la crescita del valore del portafoglio, per
nuove sottoscrizione di quote, decresce per richieste di rimborso
delle quote già sottoscritte. In altri termini, l'investitore è
libero, in qualsiasi momento, di comprare oppure vendere le proprie
quote sul mercato, senza vincoli di tempo.
I meno diffusi, fondi comuni di investimento chiusi, invece, sono
caratterizzati dal fatto che il patrimonio del fondo è
prestabilito, ossia raggiunto tale importo non vengono accettate
ulteriori sottoscrizioni, e dall'altra parte le quote già
sottoscritte non possono essere rimborsate prima della prefissata
scadenza.
I
fondi comuni sono tipicamente di tipo mobiliare, piuttosto che
immobiliare. Nel secondo caso l'investimento riguarda essenzialmente
attività di compravendita di beni immobili oppure di partecipazioni
di società non quotate operanti in tale ambito.
I
fondi comuni mobiliari a seconda della loro diversificazione si
suddividono in fondi azionari, obbligazionari e bilanciati. I fondi
azionari sono caratterizzati dal fatto che il portafoglio è
occupato in una larga percentuale da titoli azionari e obbligazioni
convertibili, si adattano pertanto a investitori consapevoli del
rischio e con finalità di rendimenti maggiori nel lungo periodo.
Per contro i fondi obbligazionari sono essenzialmente
costituiti da prodotti a basso rischio quali obbligazioni a rating
medio - elevato e titoli di stato e si adattano a investitori prudenti che
hanno come principale obiettivo la stabilità del flusso finanziario
del fondo.
I fondi bilanciati rappresentano una via di mezzo tra i fondi
azionari e obbligazionari, sia in termini di ripartizione sia in
termine di orizzonte temporale di investimento.
I fondi flessibili sono invece caratterizzati da una tendenza
non prefissata, ma a discrezione della SGR a seconda dell'evoluzione
del mercato, alla composizione del portafoglio con preferenza di
taluna tipologia di titoli piuttosto che altra.
La
scelta di un fondo comune di investimento non può prescindere dalla
scelta consapevole della propensione personale al rischio, quindi
del potenziale rendimento / perdita, e dell' orizzonte temporale dell'
investimento. Stabiliti questi fattori, è necessario eseguire il
confronto tra le alternative sul mercato in termini della
particolare composizione del portafoglio, del rating, delle
performance passate, dei costi. In
effetti i costi associati a un fondo comune sono le eventuali commissioni di
ingresso e di uscita, di gestione, noti come TER, dell'ordine del 1%
annuo del capitale, e di un possibile incentivo legato al
superamento di prefissati rendimenti. Per quanto
riguarda la tassazione sugli utili è attualmente pari al 12,5 %. [Fondi
Comuni Valutazione]
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