|
I
derivati sono strumenti finanziari negoziati a termine
ossia in modo differito e concordato nel tempo e il cui valore
dipende da quello di altri strumenti a cui questo fa
riferimento, la cosiddetta attività sottostante. Quest’ultima
può essere costituita
da
valori mobiliari quotati, come azioni e obbligazioni, valute estere,
indici di borsa. L'attività sottostante tuttavia non si limita
necessariamente a parametri finanziari ma può comprenderne anche di
differenti, come, ma non limitatamente, merci varie. Un
uso di un derivato può riguardare la copertura di un rischio di
investimento, indicizzandolo in maniera inversa alla quotazione
dell'investimento considerato; se la quotazione scende il valore del
derivato cresce compensando la perdita del sottostante.
I derivati di tipo futures costituiscono dei
contratti fra due parti, secondo i quali una si impegna a
vendere l’attività sottostante in corrispondenza di un prezzo
e di una data stabilita, l’altra si
impegna ad acquistarla alle medesime e pattuite condizioni. Il
ricavo oppure la perdita maturata con lo strumento è nota solo alla
scadenza. L'adesione ai futures è subordinata al versamento in
garanzia di due margini uno iniziale, che corrisponde a una certa
percentuale del valore del contratto, e uno di mantenimento legato
percentualmente all'andamento nel tempo dell'investimento.
A titolo di esempio con riferimento a un future con attività
sottostante il titolo azionario "Pinco", con prezzo alla
scadenza di un anno pari a 100 euro, sottoscrivendo tale derivato la
parte interessata si impegna ad acquistare il titolo medesimo a un
anno al prezzo di 100 euro, indipendentemente dal valore assunto in
quel momento, la differenza con il valore di acquisto costituisce,
se positiva, il ricavo.
Con i derivati di tipo opzioni, rispetto ai futures, viene meno
l’obbligo di acquisto oppure di vendita dell’attività sottostante,
ma sussiste la facoltà di farlo, l'altra parte è invece obbligata
a agire di conseguenza alla facoltà espressa. Pertanto il possessore di
opzioni,
dietro un corrispettivo pagato all’altra parte, noto come
premio, ha la facoltà di decidere di acquistare, call option,
oppure
vendere, put option, l’attività sottostante al prezzo
prestabilito e alla data prestabilita oppure entro la data
prestabilita. In
tal caso l’investitore limita il rischio al valore del premio pagato,
mentre l’opportunità di guadagno è in linea teorica molto
maggiore, cioè concordemente al valore assunto dall’attività sottostante.
Viceversa la controparte ha un guadagno certo pari al premio
incassato, ma un rischio di perdita in teoria molto maggiore,
legato ancora al valore assunto dall’attività sottostante.
Esempio
di derivato opzione.
|