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Generalità Le operazioni Condizioni economiche Conti deposito

La scelta di un conto corrente è spesso conseguente soltanto all'entità dell'eventuale tasso di interesse creditore. Tuttavia negli ultimi tempi, solo in rare occasioni, è possibile considerare un conto corrente un investimento, ossia in grado di offrire un seppur minimo tangibile vantaggio economico sulle somme depositate. Il tasso di interesse infatti, sui cui vige la nota ritenuta fiscale del 27%, soltanto in casi isolati può superare la soglia del 2 %. Per le tipiche giacenze può comportare, a causa delle spese a cui è soggetto il conto, un costo e non un seppur minimo guadagno.

In effetti l'apertura di un conto corrente è normalmente gratuita, invece il suo mantenimento risulta a pagamento. Ciò è conseguente intanto alle spese per le operazioni fatte, ai servizi attivi ed eventualmente al canone periodico di mantenimento normalmente trimestrale o annuale.

Ciascuna operazione fatta o servizio attivo, ad esempio l'emissione di un bonifico oppure di un assegno, la domiciliazione di un utenza, il possesso di una carta di pagamento, comporta un costo. Il canone del conto corrente ha lo scopo di coprire a forfait un certo tipo e numero di operazioni oltre di determinati servizi attivi, il costo del canone aumenta naturalmente con la copertura offerta, potendo arrivare anche alle soglia dei 10 euro mensili.
I conti correnti sono in ogni caso soggetti all'imposta di bollo annuale, pari attualmente a 34,20 euro.

La convenienza di un conto corrente è da valutarsi in base alle esigenze individuali. Ossia occorre domandarsi oltre alla convenienza degli interessi, quali e quante operazioni si faranno normalmente, quali servizi è necessario attivare e se il canone copre operazioni e servizi di cui effettivamente si usufruisce.
In altri a partire dall'eventuale interesse sulla giacenza annua media prevista, occorre detrarre il costo dei servizi attivi, delle operazioni prevedibili, e del canone.

Altre voci di potenziale costo sono il tasso debitore e la commissione di massimo scoperto, entrambe entrano in gioco quando il conto corrente opera in rosso, cioè il saldo diviene negativo.
Il tasso debitore è l'interesse che la banca richiede al cliente per gli scoperti sul conto corrente, in media ha un valore dell'ordine del 12 %. Il massimo scoperto è una percentuale che si paga sul valore massimo del
saldo negativo raggiunto nel trimestre di riferimento. In linea di massima a un valore dell'ordine dello 0,60 % ed in base alle legge 2/2009 ha validità soltanto se il conto corrente gode di fido e lo scoperto è durato almeno 30 giorni.

 

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